In scia alla tradizione della chiesa ortodossa locale

di Maicol Mercuriali

La storia della Georgia è legata a doppio filo a Maria. La tradizione narra che proprio la Santa Vergine abbia indicato all’apostolo Andrea di dirigersi nel territorio caucasico per diffondere il Vangelo e oggi, sulla base di questa ricostruzione riportata anche in antichi testi medievali, il governo georgiano ha istituito una nuova festa di Stato dedicata a Maria. Il disegno di legge, come racconta Eurasianet.org è stato diffuso dalla Chiesa apostolica autocefala ortodossa georgiana, una delle più antiche chiese cristiane, e poi approvato dal parlamento.La politica georgiana, da quando ha conquistato l’indipendenza dall’Unione Sovietica, nei momenti di difficoltà, quando era alla ricerca di un santo a cui votarsi, si è più volte inchinata alla chiesa locale. E questa ulteriore mossa è stata letta da diversi osservatori come un ulteriore tentativo di rendere più sfumata la linea di demarcazione tra Chiesa e Stato e di cercare nuovo consenso tra i devoti.

Sopo Kiladze, presidente del Comitato per i diritti umani del parlamento georgiano, non ha dubbi: «È importante rendere ufficialmente la Georgia un Paese votato a Maria Madre di Dio». Il disegno di legge cita un testo medievale in cui viene ripercorsa l’attività apostolica di Andrea in terra georgiana, quando viaggiò in questi territori con un’icona della Santa Vergine.

Anche il premier Mamuka Bakhtadze si è schierato: «L’idea di celebrare in questo modo Maria appartiene alla Chiesa ortodossa georgiana e noi la sosteniamo pienamente». Un sostegno che non è solo spirituale: il governo ha infatti stanziato oltre 250 mila euro per le celebrazioni del 12 maggio, da ripetersi ogni anno, mentre per la prima festività ha ordinato la produzione di 200 mila icone e di altrettanti opuscoli. Personaggi pubblici e membri del parlamento, ha riportato Eurasianet, hanno contestato la decisione per aver indirizzato fondi pubblici per questo scopo, quando il Paese non se la passa proprio bene. Lo scrittore Lasha Bugadze ha parlato del «peggior populismo: tra tutti i problemi attuali, il parlamento ha trovato il tempo, i soldi e l’energie per fare questa legge. Maria non sarebbe felice di essere istituzionalizzata in questo modo».

Il presidente del partito di maggioranza, Sogno Georgiano, si chiama Bidzina Ivanishvili. Ex premier della Repubblica caucasica è uno degli uomini più ricchi del Paese e si è impegnato personalmente per recuperare alcuni luoghi di culto mariani. È molto vicino a Ilia II e ha promesso al Patriarca di pagare gli affreschi della nuova cattedrale della Santa Trinità a Tbilisi. E questo è lo specchio di come si muove la politica georgiana, sintetizzata dall’analisi di Kornely Kakachia, direttore dell’Istituto georgiano di politica, un think tank molto attivo. «Quando una forza politica sta perdendo popolarità, cerca di prendere in prestito quella della chiesa».

Ma il rischio è che ogni volta che si avvicina l’appuntamento col voto i georgiani si debbano preparare a recitare un nuovo Ave Maria, perché, per dirla con le parole del teologo Beka Mindiashvili, «i politici diventano ostaggi delle loro stesse politiche e continuano a fare concessioni alla Chiesa per mantenere la Chiesa felice».

Dal sito: italiaoggi.it