SONO QUATTRO I CANDIDATI La Fao va a caccia del direttore generale LUCA LIVERANI Roma Meno esseri umani che soffrono la fame non è sempre una buona notizia. Perché un quarto della popolazione mondiale mangia, ma male. E quasi due miliardi sono sovrappeso. «Quando ero giovane e avevo fame non mi interessava cosa mangiavo», ammette Davit Kirvalidze, consigliere del governo della Georgia per l’alimentazione e l’agricoltura. «Oggi la popolazione mondiale soffre allo stesso tempo di malnutrizione e obesità», sottolinea Catherine Geslai-Lanéelle, ex direttore esecutivo dell’autorità Ue sulla sicurezza alimentare (Efsa). Più diretto il georgiano, più diplomatica la francese, i due candidati alla direzione generale della Fao – oggi occupata dal brasiliano José Graziano da Silva – hanno illustrato il loro approccio e il loro programma al convegno “Oltre la sicurezza alimentare”. L’elezione del nuovo direttore della Fao avverrà alla Conferenza dell’agenzia 22-29 giugno tra quattro candidati: Kirvalidze, Gelsai-Lanéelle, ma anche l’indiano Ramesh Chand e il cinese Qu Dongyu. «La fame c’è per più di 800 milioni di persone, la Fao dice di poter risolvere il problema ma poi non fa nulla», ha detto senza giri di parole Kirvalidze. Figlio di contadini, Kirvalidze ha raccontato la sua infanzia: «Conosco bene la fame: in Georgia o si emigra, o si ruba, o si fa qualcos’altro. Io ho lasciato il Paese, poi sono tornato. La Fao dovrà agire in modo responsabile per non togliere futuro alle generazioni. La scienza può migliorare l’ambiente, ma i piccoli agricoltori hanno diritto a un commercio libero ed equo». Per Geslai-Lanéelle occorre creare «un sistema alimentare più produttivo al passo con la crescita della popolazione, triplicando la produzione ma in modo più sostenibile e resiliente al cambiamento climatico. E dobbiamo ridurre gli sprechi: il 30% degli alimenti diventa scarto».

Dal sito avvenire.it