Dal sito ilrestodelcarlino.it

Bologna, 21 febbraio 2019 – Ottomila anni di tradizione enologica ci guardano attraverso il reportage fotografico “In fermento. La Georgia fra tradizione vinicola e civiltà rurale che, in anteprima nazionale, approda alla Fondazione Fico domenica 24 febbraio. Con l’inaugurazione alle 16 nello spazio 118 di Fico Eataly World. La mostra si articola in una decina di pannelli e resterà visitabile fino al 27 marzo tutti i giorni dalle 10 alle 23.

Trenta giorni di viaggio nella terra del vino che la Georgia produceva già nel Neolitico e che oggi, con l’agenzia di ricerca spaziale e gli scienziati della Business Technology University di Tblisi, progetta di coltivare i grappoli su Marte attraverso il progetto IX Millennium.

Concepito come un percorso per immagini, il reportage in mostra è firmato dal photo-artista Riccardo Lana fra i vincitori di Oasis Photo Contest 2012 e fondatore di P-Square Photography, insieme a Luca Nicola, Virginia Lobina e Francesco Caccioni, con i quali ha dato il via al progetto Sartago, una ricerca visiva per cogliere l’intreccio di etica, estetica e sostenibilità nella produzione del cibo.
Compiuto nel 2018, il viaggio fotografico si muove attraverso la campagna georgiana e diverse regioni del Paese caucasico: Imereti, Kakheti, Samegrelo, Kvemo Kartii. Obiettivo del progetto, non solo la documentazione della tradizione vinicola georgiana, a partire dall’incontro con i produttori locali e da uno sguardo sul contesto sociale negli ambienti rurali georgiani. Ma anche il voler approfondire il valore aggiunto che il nostro tempo offre a una tradizione millenaria come quella della vinicoltura georgiana. Ad esempio, analizzando le potenzialità di un sistema attraverso il quale ciascun produttore può legare un QR code alle proprie bottiglie, e garantire al consumatore finale di visualizzare, con il reportage, anche il percorso del singolo prodotto lungo la filiera produttiva. Un sistema di tracciabilità che garantisce la provenienza del vino e ne valorizza le peculiarità di produzione locale.

In occasione dell’inaugurazione, domenica 24  dalle 16 alle 18 appuntamento con la degustazione curata dall’Ais – Associazione Italiana Sommelier, nel segno di tecnica che rinsalda il forte legame con la terra: quella dell’anfora. In Georgia, infatti, le uve vengono fatte fermentare e affinare in grandi anfore interrate fino al collo lasciando in superficie soltanto l’imboccatura, così da poter controllare gli stadi del processo di vinificazione. Una e grazie all’utilizzo della terracotta, anziché del legno, preserva dalle note fragranze vanigliate e speziate.

Le anfore permettono al vino di respirare senza cedere sostanze e in questo modo si mantengono inalterate le caratteristiche del vitigno. La collaborazione di Fondazione Fico con Ais culminerà, domenica 24 marzo, nell’evento di “finissage” della mostra che vedrà protagonista il noto enologo Attilio Scienza, protagonista di una lezione magistrale. Docente all’Università degli Studi di Milano, Attilio Scienza è uno dei maggiori esperti mondiali di viticoltura, autore di progetti di ricerca nazionali nel campo dell’agronomia, della fisiologia e della genetica della vite.