A pochi giorni dalle elezioni presidenziali, in una nazione in cui il desiderio di riscatto ed emancipazione si respirano in ogni vicolo del centro storico a due passi dal fiume Mtkvari, si è svolta la Tbilisi Fashion Week. In Georgia, uno stato in cui la percezione della localizzazione oscilla perennemente tra Russia e Occidente, sta crescendo un gruppo di designer che portano avanti con orgoglio un ideale di bellezza certamente differente, specie se paragonato ai canoni occidentali, ma non per questo meno interessante. Comune denominatore dei creativi è di posizionarsi su nuovi mercati oltre ai vicini azeri e turchi in cui già si sono consolidati. Tutti ambiscono al Vecchio Continente, sicuramente ispirati dalla storia di successo del connazionale Demna Gvasalia. “La priorità per i designer locali è quella di fare team. Ho fondato questo format nel 2009, ed è cresciuto e continua a farlo in modo esponenziale. Stiamo tentando, spero con successo, di consolidare l’industria locale tessile e di abbigliamento – spiega la fondatrice della Tbilisi Fashion Week, Tako Chkheidze, ex modella e imprenditrice – La New Talent’s Competition rappresenta il punto cruciale del mio format: da quando è stato fondata il numero dei partecipanti aumenta di anno in anno, e la cosa che più mi meraviglia è che anche alcuni designer ucraini, russi e inglesi hanno deciso di sfilare qua”. Negli spazi del Ghvinis Ubani sono state presentate le collezioni di nomi noti al pubblico georgiano insieme alle nuove proposte.
Sia che abbiano prediletto la celebrazione della versione europea oppure quella più Orientale di questa città dalla doppia anima, certamente un trait d’union dei creativi che hanno partecipato alla Tbilisi Fashion Week è stato l’interesse nel trasferire nel loro ready to wear i diversi spunti di riflessione sul loro personale modo di percepire la società contemporanea. Ecco la selezione di Vogue Talents.
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